I percettori di redditi d’impresa dichiarano in media 20.469 euro all’anno, meno dei dipendenti, 20.680 euro.
È quanto evidenziano i dati del ministero dell’Economia pubblicati ieri, dai quali si evince anche che un italiano su tre ha una pensione come fonte primaria (o esclusiva) di reddito e che oltre due milione di cittadini vivono prevalentemente di reddito da fabbricati.

Secondo i dati del dipartimento delle Finanze del ministero dell’Economia, i contribuenti dipendenti e pensionati dichiarano in media 20.680 euro annui, contro i 20.469 di coloro che comunicano al Fisco un reddito d’impresa.
Nell’analisi del Mef, la media dei redditi dei dipendenti è, in generale, superiore a quella di quanto dichiarato da tutti gli imprenditori, anche se la situazione è meno lineare se si focalizza l’attenzione sul confronto tra le dichiarazioni dei dipendenti e quelle dei loro diretti datori di lavoro settore per settore e tenendo conto anche di eventuali altre entrate.

Per quanto riguarda i dipendenti, il 53% di essi percepisce soltanto il reddito specifico da lavoro, mentre il 39% dichiara questo e quello da terreni e fabbricati.
Più del 46% dei lavoratori dipendenti è impiegato nei settori dei servizi (il 26% nei comparti commercio, trasporti e comunicazioni e il 20% nelle attività professionali, finanziarie e altri servizi), il 23% nella pubblica amministrazione e il 20% nell’industria.
Il reddito medio da lavoro dipendente dell’industria (24.048 euro) e della Pa (23.169 euro) è più alto, rispettivamente, del 16% e del 12% rispetto alla media del reddito nazionale.
Il 78% dei dipendenti (circa a 15,6 milioni), ancora, ha lavorato presso lo stesso datore nell’arco dell’anno, mentre il 21% ha avuto due o tre diversi datori di lavoro.

I soggetti che vivono soprattutto grazie a redditi da pensione sono più di 14 milioni (il 93% del totale dei pensionati) e dichiarano 15.790 euro di reddito medio annuo.
Il 40% circa percepisce soltanto il reddito di specie, ma è molto significativa la percentuale di coesistenza tra pensione e redditi da terreni e fabbricati (53%).

Sia nel caso di dipendenti, sia di pensionati, infine, il solo reddito di specie è tipico delle classi di reddito da lavoro e pensione più basse, mentre la presenza di altri tipi di reddito, soprattutto di terreni e fabbricati, riguarda principalmente le classi più alte.

Una situazione complessiva, comunque, emblematica delle “diavolerie” consentite dal Fisco italiano, capace, al di là delle situazioni singole, che vanno sempre contestualizzate, di far emergere un quadro nel quale a farsi carico dell’Irpef, impoverendosi sempre più, siano proprio i soggetti che usufruiscono del sostituto d’imposta, con quest’ultimo che tantissime volte risulta, sulla base delle sole dichiarazioni dei redditi, addirittura al limite della soglia di povertà.