Il Cud, la certificazione unica dei redditi da lavoro dipendente, assimilati e da pensione che il datore di lavoro, o l’ente previdenziale, rilascia ai propri dipendenti, o pensionati, per attestare le somme erogate e le relative ritenute effettuate e versate al Fisco, è il principale modello reddituale necessario per la compilazione del modello 730.
Nel Cud, infatti, sono riportati:
- l’ammontare complessivo dei redditi di lavoro dipendente, equiparati (le pensioni, ad esempio) e assimilati corrisposti nell’anno precedente la dichiarazione e assoggettati a tassazione ordinaria, a tassazione separata, a ritenuta a titolo d’imposta e a imposta sostitutiva;
- le relative ritenute di acconto operate dal datore di lavoro o dall’ente previdenziale;
- l’ammontare complessivo dei redditi corrisposti nell’anno precedente che non hanno concorso alla formazione del reddito imponibile ai fini fiscali e contributivi;
- il computo totale dei dati previdenziali e assistenziali relativi alla contribuzione versata o dovuta all’Inps, comprensivo delle gestioni ex Inpdap;
- le detrazioni effettuate.

Il Cud deve essere consegnato in duplice copia al contribuente dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico entro il 28 febbraio dell’anno successivo a quello in cui sono stati conseguiti i redditi certificati. Nel caso di cessazione del rapporto di lavoro, il termine diventa 12 giorni dalla richiesta del dipendente.
Il datore di lavoro può trasmettere al dipendente (o assimilato) il Cud in formato elettronico a patto che il destinatario abbia gli strumenti necessari per ricevere e stampare la certificazione così inviatagli: verifica, questa, che tocca sempre al datore di lavoro, che, diversamente, deve provvedere alla consegna in forma cartacea.
Da quest’anno anche gli enti previdenziali rendono disponibili i Cud in modalità telematica, salva la facoltà del contribuente di richiederne la trasmissione in forma cartacea.

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