I mutui subprime, uno dei capi espiatori di questa crisi, hanno lasciato sul campo un illustre vittima: la città di Detroit.

L’amministrazione pubblica della più popolosa città del Michigan ha ufficialmente dichiarato bancarotta in quanto strozzata da un debito di 18 miliardi di dollari, ed oggi conta una popolazione di 700.000 abitanti contro i 2 milioni degli anni ’50, quando era uno dei motori dell’economia statunitense.

Altri due tristi primati, figli della crisi, può vantare Detroit: la città statunitense con il più alto tasso di criminalità e di case vuote della nazione.

Un tempo uno dei centri nevralgici dell’automobile a livello mondiale tanto da esser soprannominata Motor City, andando comunque a scavare dentro le ferite di questa città si scopre che la decadenza, l’abbandono della sua popolazione hanno origine negli anni ’70; la crisi mondiale non ha fatto altro che dare l’ultima spallata ad una città oramai fantasma di se stessa.

Il dato che sorprende gli operatori di mercato è il prezzo delle case: mediamente una villa indipendente con giardino, non supera i 5.000 dollari; e non solo: si possono anche acquistare appartamenti per 1 solo dollaro. Chiaro che sono ville e appartamenti in uno stato di totale abbandono, inserite in un contesto desolante, dove non esistono vicini e vita, ma solo case desolatamente vuote.

Detroit è una città che pare non riuscire a risollevarsi dopo il passaggio della crisi, che sembra invece esser solo un brutto ricordo per quasi tutto il resto degli States.

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