La Legge di Stabilità 2016 ha introdotto importanti novità in tema di tasse relative agli immobili concessi in comodato gratuito a parenti in linea retta entro il primo grado che li utilizzino come abitazione principale, per i quali è prevista una riduzione del 50% della base imponibile, analogamente agli immobili storici o inagibili.

L’articolo 13 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, comma 3, prevede infatti che:

«0a) per le unità immobiliari, fatta eccezione per quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, concesse in comodato dal soggetto passivo ai parenti in linea retta entro il primo grado che le utilizzano come abitazione principale, a condizione che il contratto sia registrato e che il comodante possieda un solo immobile in Italia e risieda anagraficamente nonché dimori abitualmente nello stesso comune in cui è situato l’immobile concesso in comodato; il beneficio si applica anche nel caso in cui il comodante oltre all’immobile concesso in comodato possieda nello stesso comune un altro immobile adibito a propria abitazione principale, ad eccezione delle unità abitative classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9; ai fini dell’applicazione delle disposizioni della presente lettera, il soggetto passivo attesta il possesso dei suddetti requisiti nel modello di dichiarazione di cui all’articolo 9, comma 6, del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23».

La norma modifica dunque le precedenti disposizioni legate alle agevolazioni TASI ed IMU per gli immobili e relative pertinenze concesse in comodato gratuito ai parenti in linea retta entro il primo grado (genitori-figli) che la utilizzano come abitazione principale. Negli anni 2014 e 2015, infatti, veniva imposta la condizione che il comodatario appartenesse a un nucleo familiare con ISEE non superiore a 15.000 euro annui.

Nel caso di ISEE inferiore o uguale a 15.000 euro l’esenzione ai fini IMU era totale, mentre per la TASI si applicava per intero l’aliquota prevista per l’abitazione principale.