Di base per ogni figlio a carico ci spetta una detrazione fiscale pari a 950 euro. Questa somma può essere così modificata nei seguenti casi:

  • se ho un figlio con meno di tre anni la detrazione diventa pari a 1.220 euro;
  • se il figlio sotto i tre anni è anche disabile la cifra aumenta – si fa per dire – a 1.620 euro;
  • superata tale soglia di età, la detrazione per un figlio disabile scende a 1.350 euro.

Se ho più di tre figli a carico la detrazione aumenta di 200 euro per ogni figlio, per cui, la detrazione basa non sarà più di 950 ma di 1.150 euro, e potrà arrivare fino a 1.820 euro per un figlio disabile con meno di tre anni. Le detrazioni di cui abbiamo scritto finora sono comunque teoriche visto che la detrazione effettivamente spettante diminuisce con l’aumentare del reddito. Il meccanismo funziona in questo modo. Se ho un solo figlio a carico e ha supponiamo 15 anni, io moltiplicherò la detrazione di 950 euro per un moltiplicatore dato dalla seguente espressione (95.000-reddito complessivo)/95.000.

Per ogni figlio in più la somma del moltiplicatore salirà di 15.000 euro. Per cui se ho tre figli a carico, l’espressione sarà (125.000-reddito complessivo)/125.000. Facciamo un esempio per capire meglio di cosa stiamo parlando. Supponiamo di avere due figli a carico e di disporre di un reddito complessivo lordo di 35.000 euro. Io dovrò moltiplicare la detrazione di 950 euro per (110.000-35.000)/110.000, per cui la detrazione effettiva sarà pari a 750 euro per ogni figlio a carico.

Un’ultima annotazione: se uno dei due genitori non ha riconosciuto i figli, se è mancato, oppure se l’altro coniuge è legalmente ed effettivamente separato, si ha sempre la possibilità di utilizzare la detrazione per il coniuge a carico per uno dei figli – ovviamente bisogna farlo se è più conveniente, e in gran parte dei casi non è così. Non si possono cumulare in un solo soggetto la detrazione per coniuge e figlio a carico: si può scegliere solo una delle due.