I casi di separazione o divorzio sono sempre più frequenti, e questo post vuole essere l’occasione per fare un po’ di chiarezza sull’argomento. Nel modello 730 – o nell’Unico – è possibile detrarre e scaricare dalle tasse l’assegno corrisposto al coniuge – non quelli destinati al mantenimento dei figli -, se c’è una separazione legale, o una sentenza di scioglimento o annullamento del matrimonio.

Per non avere problemi con l’Agenzia delle Entrate è necessario che l’assegno sia periodico e non “una tantum”, e che ci sia una sentenza del giudice a stabilire il suo importo – bisognerà poi allegare alla dichiarazione la fotocopia dei versamenti effettuati a tale titolo e il codice fiscale del coniuge separato/divorziato. Le somme versate al coniuge a titolo di mantenimento sono deducibili dal reddito imponibile Irpef, per cui andranno a ridurre l’imponibile su cui poi va calcolata l’Imposta sul reddito delle persone fisiche.

Il coniuge che riceve l’assegno di mantenimento deve provvedere a dichiararlo sul proprio modello 730 o Unico, e questa somma farà cumulo con gli altri redditi percepiti – sempre che l’assegno sia periodico. L’unica esenzione prevista riguarda chi, tra questo assegno ed altri redditi, non supera i 7.500 euro. In questo caso non è necessario presentare alcuna dichiarazione dei redditi perché il legislatore ha previsto una detrazione fiscale per chi riceve tali assegni pari a 1.725 euro, e quindi chi ha redditi sotto la soglia sopra indicata non deve pagare Irpef.

Se nella sentenza di separazione il giudice non ha distinto tra assegno di mantenimento dei figli e del coniuge, le somme complessivamente versate a tale fine risulteranno per il 50% destinate al mantenimento del coniuge – e quindi dovranno essere dichiarate in questa misura. Se il coniuge che riceve l’assegno è anche un lavoratore dipendente, non potrà aggiungere alla detrazione prevista per l’assegno anche quella relativa al lavoro dipendente. Dovrà forzatamente scegliere tra una delle due possibilità.