Il Governo guidato da Enrico Letta cambia rotta. Idee nuove e nuovo modo di agire per quanto riguarda la tassa sulla casa e il cuneo fiscale. La decisione arriva dopo il vertice di lunedì sera tra lo stesso premier Letta, Alfano e il ministro dell’Economia Saccomanni.

La prima vera modifica sarà quella riguardante la Tasi, la tassa sulla casa che di fatto prende il posto dell’Imu: secondo quanto riferiscono fonti di Palazzo Chigi, nonostante la Tasi sia più bassa dell’Imu, peserà molto per le famiglie italiane, visto la mancanza di detrazioni. E allora l’esecutivo sta studiando un intervento per reintrodurre le detrazioni e alleggerire il carico fiscale degli italiani. Si pensa, sul modello dell’Imu, ad una detrazione uguale per tutti a livello nazionale. Si tratterebbe di limitare, come riporta Repubblica oggi, la detrazione intorno ai 100 euro: “La perdita di risorse per i Comuni sarebbe temperata dalla possibilità per i sindaci di portare l’aliquota massima al 4 mille (la vecchia aliquota base dell’Imu) per avere più margini di manovrabilità dove le finanze sono in difficoltà. La seconda ipotesi sarebbe quella di una mini detrazione di 50 euro (costo 1 miliardo) che lascerebbe ai Comuni i margini di manovrabilità per reperire risorse elevando l’aliquota fino al 2,5 per mille. In questo caso moltissimi Comuni si avvicinerebbero al tetto massimo”, si legge.

In campo anche una terza ipotesi di fonte parlamentare: l’introduzione di una detrazione, legata all’Isee (la denuncia dei redditi popolare che comprende reddito, patrimonio mobiliare e immobiliare) e che potrebbe essere calibrata per favorire solo i redditi più bassi.