Un emendamento del Senato ha stabilito che i bonus fiscali del 50% varranno anche per i grandi elettrodomestici - e non è limitato a quelli “a libera installazione” -, e del 65% per le caldaie e gli impianti a pompe di calore – che non erano previste dal decreto iniziale. Il limite per le  spese in frigoriferi e simili è di diecimila euro – che si va ad aggiungere ai 96.000 euro di tetto previsto.

Ovviamente i grandi elettrodomestici dovranno essere almeno di classe A e il bonus dovrà essere spalmato in dieci anni. Le pompe di calore sono dei dispositivi in grado di trasferire energia termica da una sorgente a temperatura più bassa a una sorgente a temperatura più alta (o viceversa).

E’ stato anche approvato un emendamento proposto dal Movimento cinque stelle che prevede che gli edifici tutelati a fini culturali e paesaggistici possano usufruire delle misure di riqualificazione energetica e godere dell’ecobonus solo se questo non provocherà un’”alterazione inaccettabile del loro carattere o aspetto”.

La misura sulle pompe di calore, secondo il sottosegretario allo Sviluppo, Simona Vicari “contribuirà senza dubbio a finanziare tutta la filiera collegata alla produzione ed installazione delle pompe di calore, producendo effetti positivi su tutto l’indotto“.

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