Al direttore dell’Agenzia delle Entrate Attilio Befera proprio non piace il contrasto d’interesse, la norma che consente di detrarre scontrini e fatture dalla dichiarazione dei redditi che la commissione del Senato ha inserito nella delega fiscale con l’approvazione del relativo emendamento. Emendamento per il quale il governo, in attuazione della delega, dovrà disciplinare la misura prevedendo le “opportune fasi applicative” e le “eventuali misure di copertura”, “con particolare riguardo alle aree maggiormente esposte al mancato rispetto dell’obbligazione tributaria”.

Onestà per convenienza. “Sono contrario al contrasto d’interesse perché essere onesti per convenienza non lo trovo corretto e la misura non porta quei vantaggi di cui tutti parlano” ha dichiarato ieri al Cnel Attilio Befera, intervenuto alla presentazione del libro “Il Salasso” di Dino Pesole, giornalista del Sole 24 Ore. “L’onestà è qualcosa che sa il Padreterno - ha aggiunto -, noi cerchiamo di saperlo ma non riusciamo a stabilirlo. La trasparenza sì che si può stabilire”.

L’evasione è una. Il direttore delle Entrate ha detto anche di non voler sentir parlare di “evasione di necessità”, compiuta, cioè, da coloro che versano in difficoltà finanziarie. “Io mi chiedo: chi è che stabilisce se l’evasione è fraudolenta o di necessità?, - ha sottolineato il direttore dell’Agenzia -. Lo decidiamo noi? Lo decide il contribuente? L’evasione è una e tutta uguale, poi perché le tasse non vengono pagate è una cosa secondaria”.

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