Da qualche anno il TFR, ossia il Trattamento di fine rapporto, può essere lasciato in azienda per essere poi riscosso al termine del rapporto professionale (così com’è sempre accaduto) oppure può essere destinato ad un fondo di previdenza. Il lavoratore deve scegliere dunque quale destino riservare al proprio TFR, sia che faccia già parte di un’azienda sia che vi faccia parte da poco. I neo assunti hanno infatti sei mesi di tempo per prendere la decisione e per comunicarla: qualora ciò non avvenisse, per la regola del silenzio assenso il TFR verrà destinato ai fondi pensione.

Come compilare il modulo per la destinazione del TFR

La compilazione del modulo per la destinazione del TFR permette dunque di indicare se si vuole destinare il proprio Trattamento di fine rapporto ad un fondo di previdenza oppure se lasciarlo in azienda. Tale modulo per la scelta della destinazione del TFR deve essere fornito al dipendente dal datore di lavoro.

Il modulo va compilato come segue: il primo riquadro va riempito scrivendo tutti i propri dati personali e il nome dell’azienda presso cui si è impiegati. Seguono poi tre tipologie di situazioni a cui si può appartenere e fra cui scegliere: è necessario sceglierne soltanto una. Esse sono:

  1. lavoratori che sono iscritti alla previdenza obbligatoria dopo la data del 28 aprile 1993. Se si ha una forma di previdenza complementare in cui si versa già il TFR non occorre fare nulla. In caso contrario si può scegliere che il TFR sia versato interamente al fondo cui si aderisce oppure che continui ad essere accantonato presso il datore di lavoro (se l’azienda ha almeno 50 dipendenti presso l’INPS);
  2. lavoratori che sono iscritti alla previdenza obbligatoria prima della data del 29 aprile 1993. Se una parte del TFR è già destinata ad un fondo di previdenza complementare, si può scegliere che la parte residua sia versata al fondo pensione cui si aderisce oppure che resti accantonata presso l’azienda. Se non si hanno forme previdenziali complementari si può scegliere di aderire ad una di esse oppure di continuare ad accantonare il TFR in azienda;
  3. lavoratori assunti dopo il 31 dicembre 2006. Valgono le regole illustrare in precedenza in base al fatto che il lavoratore sia iscritto alla previdenza obbligatoria dopo il 28 aprile 1993 oppure prima del 29 aprile 1993.