L’Italia non è la Grecia, e neppure la Spagna. Mentre ad Atene il possibile ritorno della dracma sta favorendo il ritiro dei fondi dalle banche e la spagnola Bankia è alle prese con una maxi-ricapitalizzazione, gli italiani dimostrano di aver fiducia negli istituti del Bel Paese.

Secondo i dati diffusi dall’Abi, l’Associazione bancaria italiana, a fine aprile, nonostante le turbolenze dei mercati e le difficoltà della congiuntura economica, i depositi degli italiani presso gli sportelli bancari si sono attestati a 1.137 miliardi di euro, l’1,5% in più rispetto all’aprile 2011.

“L’osservazione delle diverse componenti –si legge nel report di sintesi di maggio 2012- mostra come i depositi da clientela residente (al netto delle operazioni con controparti centrali, dei depositi con durata prestabilita connessi con operazioni di cessioni di crediti) abbiano registrato un tasso di variazione tendenziale pari a +1,5% (+2,2% a marzo 2012)”. Segno meno invece per il saldo delle obbligazioni che con un -2,3% sono scese a 600,7 miliardi (-1,6% a marzo 2012).

I dati in dettaglio rilevano una certa dose di patriottismo visto che a marzo i depositi dall’estero si sono attestati a 366,3 miliardi di euro, il 20% in meno di un anno prima ed 16,3% in meno nel confronto con il mese precedente.  Si tratta del nono mese consecutivo in cui il trend dei depositi dall’estero registra una variazione negativa. “La quota dei depositi dall’estero sul totale provvista si è posizionata al 13,4% (17,2% un anno prima)”.