I principali indici azionari asiatici hanno chiuso in ribasso per il terzo giorno consecutivo sulla scia del calo dei mercati occidentali. A causare il ribasso è stata la delusione per la mancanza di un intervento espansivo più forte da parte della BCE nel corso della riunione di ieri, che è andato ad aggiungersi alla decisione della Fed del giorno prima di lasciare la politica monetaria invariata. Il Nikkei e il Kospi coreano hanno perso l’1,1%, l’Hang Seng di Hong Kong l’1%.

Lo Yen si rafforza

Ad aumentare il nervosismo sui mercati è stata anche l’attesa per la pubblicazione del mercato del lavoro statunitense di luglio in calendario oggi e dal quale non dovrebbero giungere indicazioni di un miglioramento sostanziale. Il Nikkei ha risentito della forza dello Yen nei confronti delle principali valute internazionali, con il riemergere delle tensioni sui mercati finanziari che ha favorito gli acquisti sulla valuta nipponica, considerato un bene rifugio.

Ne hanno risentito in particolare le società esportatrici nipponiche. Nintendo è arretrata del 2,5% e Sony il 7%. Al trend negativo si è, però, sottratta Toyota, salita dello 0,5% in attesa della pubblicazione dei risultati trimestrali dopo la chiusura dei mercati. Questi si sono rivelati migliori delle attese grazie al forte incremento delle vendite sia in USA sia in Giappone. Il trend delle società esportatrici è stato negativo anche sugli altri mercati. Ad esempio, in Corea del Sud, Samsung è arretrata dell’1,6%.