Doccia fredda ieri per chi auspicava un rapido iter le la delega fiscale. Il Senato ha infatti rispedito in Commissione Finanze l’esame della delega fiscale che invece avrebbe dovuto essere votata in aula. Uno stop che ha indispettito il governo poiché rappresenta un passaggio chiave degli ultimi mesi di lavoro dell’esecutivo tecnico guidato da Mario Monti. la riforma contiene diversi punti cardine: dalla riforma del catasto per aggiornare i valori degli immobili a quelli reali, alla possibilità di scaricare gli scontrini nella dichiarazione dei redditi introducendo il cosiddetto contrasto di interessi volto a contrastare l’evasione fiscale, ma anche le revisione delle agevolazioni fiscali, la semplificazione per le imprese e l’accorpamento delle agenzie fiscali.

Dura reazione di Confindustria: riforma fiscale necessaria per Paese e imprese
Dura la reazione soprattutto da parte di Confindustria. “Lo stop deciso dal Senato rischia di paralizzare un’importante riforma che il Paese e le imprese attendono da molti anni”, ha commentato il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi.  “Il disegno di legge delega sulla riforma fiscale – ha aggiunto Squinzi – è una delle riforme chiave, necessarie per un più equo e trasparente rapporto tra fisco e imprese e per rendere l’Italia un paese più attraente per gli investitori esteri. I principi della delega, improntati a semplificazione, trasparenza e civiltà giuridica, sono i capisaldi di un cambiamento che il mondo delle imprese aspetta da anni e che sembrava finalmente vicino alla realizzazione”. Squinzi ritiene pertanto urgente che questi principi vengano approvati definitivamente e poi attuati nei decreti delegati entro il termine della legislatura.