Quando un’azienda dichiara il fallimento il primo pensiero è per le persone che lavoravano per la tal azienda, ma se questa realtà industriale aveva piazzato sul mercato anche un buon numero di obbligazioni, c’è da chiedersi che ne pensano i risparmiatori che “ci hanno creduto”. Facciamo un esempio.

Il caso vuole che proprio in questi giorni sia stato dichiarato il fallimento della Deiulemar e sui giornali si scopre che tutta Torre del Greco trema per la possibilità di finire sul lastrico. Sul sito ufficiale dell’azienda non campeggia alcun annuncio per gli utenti, anzi, c’è ancora il link alla sezione “lavora con noi”.

Un video su Youtube racconta la rabbia di un paese che è passata inosservata ai media nazionali, impegnati in questi giorni nel resoconto delle amministrative.

Si tratta di circa 13.000 famiglie che hanno investito i risparmi nell’acquisto delle obbligazioni Deiulemar, per un valore totale di circa 700 milioni di euro.

Il disagio e la rabbia oltre ad essere comprensibili sono anche palpabili perché i risparmi di una vita vanno in fumo ma nessuno ha messo in guardia questi risparmiatori.

Tanto che le associazioni di consumatori hanno deciso di considerare il fallimento della Deiulemar al pari del crack Cirio e quindi chiedere un risarcimento per mancati controlli alla Consob e a Bankitalia. A chiamare in giudizio queste ultime è l’Adusbef.