La Banca centrale europea riscrive nel suo bollettino mensile il solito mantra, ovvero che le riforme strutturali nei paesi dell’Eurozona sono insufficienti è che questo rappresenta un ulteriore rischio per la situazione economica europea. Come sempre in quello che dice la Bce c’è del vero: in un paese come l’Italia, investire resta un’impresa a causa della burocrazia, ma il nostro istituto centrale dice – come sempre – solo metà della verità.

In Europa la domanda interna è troppo debole, e quindi basta poco perché anche l’economia tedesca registri uno stop. Il dogma del consolidamento fiscale rischia di essere il maggiore ostacolo alla ripresa. E non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere. Fortunatamente la Bce si è anche detta pronta a nuove misure per combattere quella che definisce bassa inflazione, ma che in buona parte dell’Europa si è ormai trasformata in deflazione.

Speriamo che non sia come al solito troppo poco e troppo tardi…

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