La Banca centrale europea se ne frega degli hashtag di Matteo Renzi e bada al sodo: l’Italia deve ridurre il deficit pubblico. L’avvertimento lanciato indirettamente dal governatore Mario Draghi (foto by InfoPhoto) arriva proprio il giorno dopo in cui il presidente del Consiglio aveva invece annunciato che parte delle risorse per finanziare il suo Jobs Act potrebbero arrivare da un ampliamento del deficit.

Niente da fare. La Bce ha detto chiaro e tondo nel suo bollettino mensile che “L’Italia non ha compiuto progressi tangibili” sulle misure aggiuntive di risanamento dei conti pubblici chieste dalla Commissione europea. Sebbene il deficit nel bilancio dello Stato sia rimasto nel 2013 al 3% sul Pil, il bollettino rimarca che “E’ importante effettuare i necessari interventi affinché siano soddisfatti i requisiti previsti dal meccanismo preventivo del Patto di stabilità e crescita, soprattutto per quanto riguarda la riconduzione del rapporto debito-Pil su un percorso discendente“.

Renzi è avvertito. Gli spettacoli mediatici nelle conferenze stampa non hanno valore a Francoforte e nemmeno a Bruxelles.

La Banca centrale europea se ne frega degli hashtag di Matteo Renzi e bada al sodo: l’Italia deve ridurre il deficit pubblico. L’avvertimento lanciato indirettamente dal governatore Mario Draghi arriva proprio il giorno dopo in cui il presidente del Consiglio aveva invece annunciato che parte delle risorse per finanziare il suo Jobs Act sarebbero arrivate da un ampliamento del deficit.

Niente da fare. La Bce ha detto chiaro e tondo nel suo bollettino mensile che l’Italia “non ha compiuto progressi tangibili” sulle misure aggiuntive di risanamento dei conti pubblici chieste dalla Commissione europea. Sebbene il deficit nel bilancio dello Stato sia rimasto nel 2013 al 3% sul Pil, il bollettino rimarca che “E’ importante effettuare i necessari interventi affinché siano soddisfatti i requisiti previsti dal meccanismo preventivo del Patto di stabilità e crescita, soprattutto per quanto riguarda la riconduzione del rapporto debito-Pil su un percorso discendente”.

Renzi è avvertito. Gli spettacoli mediatici nelle conferenze stampa non hanno valore a Francoforte e nemmeno a Bruxelles.