L’Italia non riparte e il debito pubblico continuerà a crescere anche il prossimo anno.
Il Fondo monetario internazionale ha rivisto al ribasso le stime su deficit e debito pubblico dell’Italia.
Nell’ultimo Fiscal Monitor, il rapporto semestrale sulla salute dei conti pubblici delle principali economie mondiali stilato dal Fondo, il rapporto deficit/Pil italiano per l’anno in corso è stato rivisto al 2,7%, dal 2,1% stimato nel rapporto di ottobre 2013, mentre il debito pubblico al 134,5% del Pil quest’anno, dal 133,1% stimato nel documento di ottobre, e al 133,1% nel prossimo (dal 131,8%).
Il deficit strutturale, si legge nel rapporto, sarà ancora sopra lo 0,5% e convergerà verso il pareggio solo nei prossimi anni e grazie a misure correttive.
Nel Def presentato dal governo Renzi si parla di un rapporto deficit/Pil al 2,6% quest’anno e all’1,8% nel 2015 e di un rapporto debito/Pil, rispettivamente, al 134,9% e al 133,3%.

Invariata (1,8%) invece la stima del rapporto deficit/Pil per il 2015, mentre per il 2016 l’Fmi vede il deficit italiano scendere ancora, fino a toccare quota 0,8%.
Si tratta di livelli, specifica il Fiscal Monitor, ai quali corrispondono fabbisogni finanziari per il Paese pari al 28,4% del Pil nel 2014, al 29% nel 2015, e al 23,9% nel 2016.
Fino ad oggi, continua il rapporto, il consolidamento fiscale in diversi Paesi è stato perseguito attuando, congiuntamente, misure di aumento delle entrate fiscali e misure di riduzione della spesa pubblica: nel biennio 2014-2015, sottolinea l’Fmi, le attese, soprattutto nell’Eurozona, sono per la prevalenza delle misure di taglio della spesa, come la spending review dell’Italia, che in tre anni dovrebbe produrre risparmi per 32 miliardi di euro (foto by InfoPhoto).