La procedura per deficit eccessivo aperta nei confronti dell’Italia nel 2009 è stata chiusa.
Lo ha deciso venerdì il consiglio Ecofin riunito a Lussemburgo, che si espresso a favore della richiesta della Commissione europea di chiudere i dossier su Italia, Romania, Ungheria, Lettonia e Lituania.
“Il Consiglio giudica che lo squilibrio dell’Italia è stato corretto”, recita il comunicato conclusivo della riunione che ha ufficializzato un verdetto ampiamente anticipato nell’ultimo trimestre: il rapporto deficit/pil, dopo aver toccato raggiunto il 5,5% nel 2009, “è stato costantemente ridotto fino a scendere sotto la soglia del 3% nel 2012, in linea con le scadenze fissate dal Consiglio”.
L’Ecofin ha anche deciso di accogliere la Lettonia nell’Eurozona dal prossimo 1° gennaio, ritenendo che “sussistono le condizioni necessarie per l’adozione dell’euro come valuta propria”. La decisione finale, tuttavia, si avrà soltanto il prossimo mese, dopo l’incontro tra i Capi di Stato e di governo al vertice del Consiglio europeo in agenda questa settimana.

Più libertà, ma con responsabilità. La chiusura della procedura per deficit eccessivo nei confronti dell’Italia “è importante” e apre “maggiori gradi di libertà” d’azione, pur nel rispetto del limite del 3%: una soglia che occorre rispettare responsabilmente, ma che, tuttavia, “si amplia se c’è ripresa a fine anno”. E’ quanto ha riferito il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni a termine del vertice tra i ministri delle Economia e delle Finanze dei Paesi membri Ue.
Per Saccomanni, le “raccomandazioni associate sono in linea con le scelte programmatiche del nostro governo e quindi vanno esattamente nella direzione voluta” e il margine che si sta aprendo ora non va inteso nel senso di “deroghe o concessioni”, ma di un diritto dell’Italia: nel limite del 3% “possiamo fare quello che vogliamo”.
Ma la prima cosa da fare, ha sottolineato il ministro, è spendere quei fondi che sono già disponibili, ma fermi. “Noi siamo indietro sull’utilizzo dei fondi già computati, quindi prima di cercare deroghe o trattamenti speciali, dobbiamo cercare di utilizzare quei fondi, come stiamo facendo in queste settimane”.

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