I governi dell’Unione Europea hanno valutato attentamente la volontà di alzare il tetto del deficit consentito ai paesi dell’Eurozona. Uno strumento che senza contravvenire al famoso Patto di Stabilità e Crescita, può dare una mano alle nazioni più in difficoltà. La scelta di alzare la soglia del deficit per i paesi dell’Eurozona appare all’esterno del Vecchio Continente, come una vera rivoluzione nella strategia economica. In realtà il timore è che dopo la Grecia anche le economie deboli di Italia, Spagna, Belgio e Olanda, possano scivolare nel baratro.

D’altronde anche in America ci sono degli economisti che cominciano a valutare positivamente questa decisione. Tra loro c’è Warren Mosler che spiega come l’innalzamento del deficit contribuisca alla crescita dei paesi che attualmente risultano più indebitati.

L’unico scoglio da superare è la diffidenza della Germania rispetto a queste misure. Al contrario si può contare sull’appoggio della Gran Bretagna che è maggiormente sensibile a chi fa il proprio dovere, al di là del raggiungimento degli obiettivi.

La flessibilità sembra la parola d’ordine. Anche perché gli elettori, chiamati alle urne ad esempio in Francia, hanno iniziato ad esprimere valutazioni negative riguardo le misure di austerità imposte dai governi. Rilanciare l’economia evitando “troppi sacrifici” è la strada che tutti vorrebbero percorrere, serenamente.