L’Italia finora “non ha fatto tangibili progressi” rispetto a quanto stabilito dalla raccomandazione Ue di ridurre il deficit al 2,6%.
Il dato, scrive la Bce, è rimasto invece al 3%: il Paese deve assolutamente compiere i “passi necessari” per rientrare nel deficit e tracciare una “traiettoria discendente” per il debito.
Il monito di Francoforte sembra un’immediata risposta al ‘piano shock’ del governo sull’economia, che richiederebbe proprio un allentamento dei vincoli sul deficit.
Anche la Commissione Ue, riservandosi di giudicare il piano Renzi solo dopo aver preso visione dei documenti legislativi, ha ribadito l’importanza di rispettare le regole del Patto di stabilità.

Già “la raccomandazione della Commissione del novembre 2013 – ricorda la Banca centrale europea – indicava la necessità di ulteriori misure di risanamento per assicurare l’osservanza del Patto di stabilità e crescita”, ma nonostante ciò “finora non sono stati compiuti progressi tangibili per quanto riguarda la raccomandazione della Commissione”.
“In prospettiva – continua il documento circolato ieri – è importante effettuare i necessari interventi affinché siano soddisfatti i requisiti previsti dal meccanismo preventivo del Patto di stabilità e crescita, soprattutto per quanto riguarda la riconduzione del rapporto debito/Pil su un percorso discendente, come segnalato anche di recente dalla Commissione Europea nel contesto dell’esame approfondito sull’Italia”.

Anche la Commissione europea ha ricordato ieri all’Italia “l’importanza di rispettare le regole del Patto di stabilità, cioè il pareggio in termini strutturali ed essere in regola con la regola del debito”.
Per quanto riguarda le misure annunciate dal governo Renzi in relazione al rispetto dei vincoli di bilancio, Bruxelles “accoglie con favore le riforme”, ma, ha riferito il portavoce di Olli Rehn, “le valuterà non appena avrà i dettagli legislativi” (foto by InfoPhoto).