Sconfitta l’ala dura dei Tea Party: a sole undici ore dal default, i leader democratici e repubblicani del Senato ieri (sera in Italia) hanno raggiunto l’accordo per evitare il blocco finanziario degli Stati Uniti.
L’intesa, annunciata nell’aula del Senato dal democratico Harry Reid e dal repubblicano Mitch McConnell, prevede il finanziamento delle attività federali non essenziali, giunte ormai al sedicesimo giorno di shutdown, fino al 15 gennaio 2014, l’autorizzazione al governo a sforare fino al 7 febbraio il tetto del debito Usa di 16.700 miliardi di dollari, soglia che sarebbe stata raggiunta proprio oggi, e nuovi tagli al bilancio per i prossimi dieci anni che una commissione bipartisan di senatori e deputati dovrà concordare non oltre il 13 dicembre.

Per quanto si tratti di un ‘concordato’ di breve termine, per l’amministrazione Obama, che è riuscita per ora a dribblare i tagli della spesa pubblica e il sostanziale ridimensionamento della riforma sanitaria richiesti dall’ala estrema dei conservatori Usa come contropartita del voto di ieri, lo scampato default è un vero successo. “L’accordo bipartisan rimuove le minacce all’America – ha dichiarato il portavoce di Obama Jay Carney – . Ringraziamo Reid e McConnell per il lavoro svolto e l’intesa raggiunta”.
Forte impennata degli indici Usa dopo la notizia.

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