In Grecia il governo si sta accordando con le aziende creditrici in relazione al debito che deve pagare e ad un eventuale cancellazione del debito stesso. Il rinvio a febbraio delle decisioni ha fatto sprofondare i listini. I mercati, come sappiamo, sono influenzati molto da quel che accade nei singoli paesi ed in particolare di quel che i governi decidono in materia di politica economica. Ecco allora che la Grecia ha tenuto tutti con il fiato sospeso ed ha buttato nel baratro rosso gli indici dell’Eurozona.

La difficoltà di raggiungere un’intesa da parte del governo, soprattutto in virtù dei limiti e dei vincoli imposti dall’UE dà modo alla Germania di assicurarsi l’ultima parola sul fondo salva-stati. Scende in modo considerevole il rendimento dei Btp decennali e il tasso degli equivalenti bonus spagnoli.

Le borse però temono che la Grecia arrivi velocemente al default nonostante gli sforzi profusi. Se anche l’Italia era fino a pochi giorni fa un motivo di preoccupazione, adesso il Belpaese raccoglie gli applausi di mezza Europa mentre il governo ellenico genera un andamento schizofrenico degli indici.

Londra, Milano e Parigi perdono lo 0,9 per cento, e scende dello 0,8 per cento anche Francoforte. Partenza al rallenty anche per Wall Street. Il nostro spread prima scende sotto quota 400 punti, poi riprende quota.