Aria di ultimatum per Cipro: la Banca centrale europea ha fatto sapere che manterrà l’attuale livello di liquidità di emergenza fino a lunedì prossimo.
L’assistenza di liquidità d’emergenza potrebbe essere riconsiderata soltanto in presenza di un programma targato Unione europea e Fondo monetario internazionale che assicuri la solvibilità degli istituti di credito in difficoltà: il volume della ricchezza gestita dalle banche dell’isola ammonta a circa otto volte il Pil di Cipro e non sono, dunque, assolutamente proponibili soluzioni come quelle che la Troika ha imposto alla Grecia basate su decisi tagli alla spesa pubblica e aumenti delle imposte.
Per il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem il prelievo forzoso sui depositi bancari resta una soluzione “inevitabile”, salvaguardando però i conti sotto la soglia dei 100mila euro: soluzione questa che oggi il Governo dell’isola dovrebbe già ripresentare al Parlamento. Ieri, intanto, partiti ed esecutivo, comunque contrari all’introduzione del prelievo, hanno raggiunto un accordo all’unanimità per la creazione di un Fondo di solidarietà per contribuire al salvataggio del settore, ma nulla si sa ancora circa lo strumento legislativo e i fondi con cui introdurlo nell’ordinamento e, soprattutto, finanziarlo, mentre continuano le trattative con la Russia per ottenere un prestito che Cipro garantirebbe cedendo quote bancarie e partecipazioni nei suoi giacimenti di gas naturale.
La Banca centrale di Cipro, dal canto suo, ha già fatto sapere che i depositi sotto i 100mila euro saranno salvaguardati dalla manovra, mentre i media dell’isola parlano sempre più insistentemente di un progetto dell’istituto centrale che spingerebbe alla fusione tra Bank of Cyprus e Laiki Bank, i due istituti a rischio default.

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