Negli ultimi giorni il termine rimbalza spesso sui telegiornali, così come sulla carta stampata e i media in rete. Il Def è l’acronimo di Documento di Economia e Finanza ed indica la strategia economica e di finanza pubblica del nostro paese nel medio termine. Il documento è stato introdotto nel 1988 ed ha preso questa denominazione con legge 39 del 7 aprile 2011 che ha uniformato il modello italiano a quello dell’Unione Europea.

Andando nello specifico, il Def contiene le previsioni relative all’andamento del Pil e ai conti pubblici a politiche invariate e con la legislazione vigente e gli obiettivi macroeconomici e di finanza pubblica, così come gli interventi necessari per modificare lo scenario previsto. Ovviamente per ora ci dobbiamo accontentare delle dichiarazioni del nostro premier, per cui sappiamo che non ci sarà alcuno sforamento del 3% nel rapporto deficit/Pil, e che il documento uscirà martedì, con due giorni di anticipo rispetto alla tempistica usuale…


Le stime macroeconomiche dovrebbero indicare una crescita più bassa di quanto previsto dal governo Letta – diciamo uno 0,8% di crescita del Pil rispetto all’1% indicato dal precedente esecutivo.  Il rapporto deficit/Pil dovrebbe rimanere al 2,6%, o al massimo potrebbe arrivare al 3% – se si decidesse di utilizzare il margine dello 0,4% per tagliare l’Irpef. Poco o nulla dovrebbe cambiare dal precedente governo anche in termini di rientro del debito. Un percorso più lungo di rientro dal debito dovrebbe arrivare nei prossimi mesi quando l’Italia entrerà nel semestre europeo di presidenza – e intanto ha ottenuto in indiretto endorsement del segretario generale dell’Ocse Angel Gurria, secondo il quale il debito italiano è “gestibile” (foto by Infophoto).

Secondo il segretario dell’Ocse il debito sarebbe gestibile anche per le riforme. Il governo sembra condividere questa impostazione, tanto è vero che il documento conterrà anche indicazioni sull’ambizioso piano di riforme economiche e fiscali che l’esecutivo vorrebbe implementare, e che secondo il viceministro dell’Economia, Enrico Morando, sarebbero efficaci solo se “l’orizzonte del governo sarà il 2018“. Nel Def non dovrebbero esserci i dettagli dell’ormai famigerato taglio Irpef che dovrebbe dare ottanta euro in più in busta ai lavoratori dipendenti. Per questo arriverà un decreto legge apposito – c’è chi dice giovedì, e chi invece parla della prossima settimana…