Confindustria chiede un taglio più deciso dell’Irap, contestando al governo Renzi di aver concentrato gran parte dei mezzi disponibili sulla riduzione dell’Irpef ai lavoratori dipendenti con redditi bassi e “solo una parte limitata di risorse alla riduzione dell’Irap”.
È quanto ha sottolineato ieri alla Camera il direttore generale degli industriali, Marcella Panucci, in audizione sul Documento di economia e finanza.

In occasione della delibera del decreto per la riduzione dell’Irpef sui redditi medi e bassi dei lavoratori dipendenti, una manovra da 6,7 miliardi di euro nel 2014 e da 10 dal 2015, venerdì prossimo con lo stesso provvedimento l’esecutivo dovrebbe tagliare l’Irap del 5% quest’anno e del 10% dal 2015, aumentando da luglio dal 20% al 26% l’aliquota sulle rendite finanziarie esclusi i titoli di Stato, e l’associazione degli imprenditori italiani invoca invece “una ben più significativa riduzione dell’Irap”.

Preoccupa, inoltre – ha aggiunto Panucci -, la scelta di coprire la modesta riduzione programmata dell’Irap con l’aumento dell’aliquota dell’imposta sostitutiva sulle rendite finanziarie, lasciando invariata la tassazione sui titoli di Stato. Si crea così uno squilibrio che favorisce il finanziamento dello Stato a spese del finanziamento del sistema produttivo, i cui costi verranno ulteriormente incrementati” (foto by InfoPhoto).