Come cambia il mondo della droga con Internet? La rete ha rivoluzionato le modalità di spaccio di giorno e soprattutto di notte. Sta scomparendo la figura dello spacciatore che presidia alcuni luoghi di giorno e (soprattutto) di notte. Oggi cocaina, marijuana, eroina, così come anfetamina, chetamina, mefedrone, Gbl… sono a portata di click. Secondo un’indagine della Fbi il narcotraffico in rete varrebbe un miliardo di euro, per un milione di transazioni. Lo spaccio si aggirerebbe indisturbato nel famigerato deep web. Anche in Italia, il ricorso alla rete per la compravendita di stupefacenti sta registrando un aumento netto e costante nel tempo. Tanto che ora per contrastare il fenomeno non si può fare a meno di considerare la rete.

Secondo Lorenzo Agostini, vicequestore aggiunto della Polizia di Stato e direttore della sezione Drug online (composta da poliziotti, carabineri e finanzieri, specializzata nel contrasto al mercato online delle droghe): “Nei primi tre mesi del 2014, grazie al lavoro della sezione Drug@online della Direzione centrale per i servizi antidroga, sono stati messi a segno 30 sequestri: Lsd in fiale, sostanze allucinogene come funghi, hashish e anche alcune coltivazioni di marijuana“. E così continua “l’80% dei sequestri, ha permesso il ritrovamento di ulteriori quantità di droga, anche coltivazioni di cannabis. Chi acquista in molti casi non è un semplice consumatore“.

Molte transazioni riguardano la Gbl, ovvero la purtroppo famosa droga dello stupro. Questo stupefacente contiene alcuni principi attivi che che colpiscono l’area del cervello in cui risiede la memoria. E’ molto apprezzato perché ne bastano poche gocce per funzionare. Si può acquistare in alcuni portali del narcotraffico – che seguono il modello del famigerato Silk Road – o grazie alle chat di Facebook e WhatsApp. Le organizzazioni criminali hanno dimostrato, una volta di più, di essere tecnologicamente all’avanguardia.

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