Un Fondo che riordina le agevolazioni alle imprese e un credito di imposta per le assunzioni a tempo indeterminato. Queste le principali novità del Decreto sviluppo che sta per essere presentato dal Governo. Secondo la bozze circolata ieri, il decreto contiene  37 articoli ed è lungo 47 pagine. Obiettivo del decreto è “favorire la crescita sostenibile e la creazione di nuova occupazione nel rispetto dell’esigenza di rigore nella finanza pubblica e di equità sociale”.

Le aree di intervento

Il decreto sviluppo mira a riordinare le agevolazioni e gli incentivi contenute in 43 diverse norme abrogate. A tale scopo sarà creato il Fondo per la spesa sostenibile, destinato “al finanziamento di programmi e interventi con un impatto significativo in ambito nazionale sulla competitività”. Tre sono le principali aree di intervento. In primo luogo si procederà alla promozione di progetti di ricerca, sviluppo e innovazione di rilevanza strategica per il rilancio della competitività del sistema produttivo. Secondo obiettivo è rafforzare la struttura produttiva, in particolare nel Mezzogiorno. Infine il riutilizzo di impianti produttivi e il rilancio di aree che versano in situazioni di crisi.

Ulteriore obiettivo prefisso dal Governo è la promozione della presenza internazionale delle imprese e l’attrazione di investimenti dall’estero. Infine, un’altra novità che si vuole introdurre un credito d’imposta del 35% del costo aziendale sostenuto per le assunzioni a tempo indeterminato di personale qualificato. Sarebbe, comunque, previsto un limite massimo pari a 200mila euro ad impresa.