L’annuncio è arrivato dal ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni, a margine del World Economic Forum di DavosSi comincia con il 40% di Poste. Poi vediamo“. Il valore della società, nelle intenzioni del governo Letta dovrebbe essere pompato fino ai 14-15 miliardi di euro. E per questo si stanno studiando misure come l’allungamento a 5 anni del contratto di servizio postale.

Si sta studiando anche l’apertura di parte del capitale della società ai dipendenti, oltre ad investitori istituzionali come i fondi di private equity (il fondo Cvc Partners ad esempio, ha acquistato una quota di Bpost, le poste belga). Quello delle Poste è solo uno dei dossier che il governo sta studiando.

Si prevedono mosse analoghe per l’Eni (lo Stato ne detiene, direttamente o indirettamente un 30%), Stm (la partecipazione pubblica è al 50%) e l’Enav. Quest’ultima è la società a cui lo Stato ha affidato la gestione e il controllo del traffico aereo civile in Italia, nata nel 2000 dalla trasformazione dell’Ente Nazionale Assistenza al Volo in Spa. E’ interamente controllata dal Tesoro e si ipotizza la cessione di una quota pari al 30-40%.