Le chiamano clausole di salvaguardia. In parole povere, aumenti d’imposte automatici se altre misure sono inefficaci ad evitare un deficit nel bilancio statale. Era una salvaguardia l’aumento dell’Iva al 22%: è aumentata. Lo sarà un nuovo aumento delle accise sui carburanti. Quindi per l’ennesima volta il prezzo della benzina salirà; questa volta per coprire l’eventuale mancato gettito derivante dall’abolizione della seconda rata dell’Imu sulle prime case.

Non si possono dare tutti i torti all’Unione petrolifera quando, in una lettera di protesta inviata al ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni (foto by InfoPhoto), parla del “solito bancomat carburanti“.

Il decreto Imu varato il 30 novembre, in vigore dal 2 dicembre, prevede l’aumento dell’accisa sui carburanti per autotrazione da almeno 2 centesimi al litro dal 1° gennaio 2015 fino al 15 febbraio 2016. Peccato che poi queste imposte, una volta applicate, nessuno le tolga mai.

Non basta. Una botta è in arrivo anche il 1° gennaio 2014. Aumento di benzina e diesel da 0,4 centesimi al litro, questo per finanziare le agevolazioni fiscali per il cinema.

Il vecchio vizio resta sempre uguale: tolgono da una parte e prendono dall’altra. Riduzione spesa pubblica? A parole.