Il decreto legge Dignità – n.87/2018 – è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 12 luglio 2018 ed è attualmente in prima lettura alla Camera. I tempi per un’ipotetica conversione in legge del primo provvedimento del Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio sembrano essere piuttosto lunghi, visti i diversi passaggi tra audizioni e voti, complice anche la pausa estiva.

Il decreto, che prende il nome di “Disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese”, punta soprattutto al miglioramento delle condizioni lavorative dei precari attraverso l’introduzione di importanti novità e porta avanti anche diverse battaglie come quella contro il gioco d’azzardo.

La proposta di legge, presentata dal vicepremier, dovrà essere valutata e discussa in Parlamento entro 60 giorni prima di poter diventare, eventualmente, legge.

Testo Decreto Dignità

Il testo del decreto si articola in 4 titoli che compongono i capi saldi della proposta.

  • Titolo I: “Misure per il contrasto al precariato“.
    Contiene provvedimenti finalizzati a limitare l’uso – e l’abuso – dei contratti a tempo determinato attraverso l’introduzione di obblighi per il datore di lavoro quali la dimostrazione delle cause che abbiano portato alla scelta di tale tipologia contrattuale. Si andrebbe quindi a modificare il Jobs Act, che nel recente 2015 aveva riformato in modo sostanziale la regolamentazione del lavoro.
  • Titolo II: “Misure per il contrasto alla delocalizzazione e la salvaguardia dei livelli occupazionali“.
    Si tratta di misure volte ad arginare il fenomeno della delocalizzazione, con cui si intende la migrazione in altri Paesi di attività o processi produttivi delle imprese ed è legata generalmente a motivi che riguardano minori costi di manodopera e minori regolamentazioni. Inoltre con questo punto il governo vuole provvedere alla salvaguardia dei livelli occupazionali.
  • Titolo III: “Misure per il contrasto della ludopatia“.
    La lotta al gioco d’azzardo da parte del ministro Di Maio avverrebbe attraverso il divieto di pubblicizzare la vincita di denaro a seguito di scommesse ed altre attività, causa di gravissime patologie di dipendenza socio-economica,  in aumento nel nostro Paese. La pubblicità di queste attività infatti, secondo il M5S, attrae le persone più a rischio come i giovani ed è un pericolo per chi già è dipendente dal gioco.
  • Titolo IV: “Misure in materia di semplificazione fiscale“.
    Prevedono disposizioni che mirano a revisionare le modalità di accertamento tributario (redditometro), nonché a modernizzare le procedure di invio fatture all’Agenzia delle Entrate ed all’abolizione dello “split payment” che avviene per i professionisti in caso di prestazioni a favore della Pubblica Amministrazione.

Pubblicazione Decreto Dignità

Il decreto dignità è stato pubblicato sulla Gazzetta il 12 luglio 2018, dunque i tempi del Parlamento per l’approvazione corrispondono a 60 giorni. Al momento il testo è sotto valutazione della Camera – viene revisionato dalle commissioni Lavoro e Finanze – ma i tempi sembrano essere più lunghi del previsto e quello che doveva essere un provvedimento urgente dovrà aspettare, non potendo essere emanato con celerità.
D’altronde riforme di questa portata modificano sostanzialmente l’andamento dell’economia di un Paese. Lo step successivo, il voto di Montecitorio, è stato da poco fissato al 2 agosto 2018 ed il Movimento Cinque Stelle si sta impegnando per evitare modifiche sostanziali al testo e fare in modo che l’approvazione giunga il prima possibile.

Emendamenti e contestazioni principali al decreto Dignità

Sono stati 850 gli emendamenti al decreto Dignità, ma circa 180 non sono stati considerati ammissibili. Ad esempio non è stata accettata la proposta della Lega di modificare la disciplina che regola la vendita nazionale ed internazionale delle sigarette elettroniche e del mercato del vaping in generale. Sono molto accese le discussioni che riguardano il divieto alla pubblicità del gioco d’azzardo.

Le proposte di Di Maio non sono risultate gradite neppure per il Presidente di Confindustria, Boccia ha infatti definito il decreto legge Dignità “antitetico” rispetto alla proposta di governo.

Di Maio ha controbattuto con un post su Facebook: “Il Presidente di Confindustria Boccia ha appena detto che il decreto dignità è antitetico al contratto di governo. Forse non lo ha letto bene.”