Il Lingotto non se la passa bene.

Le ultime statistiche dicono che l’azienda automobilistica nostrana mette in commercio prodotti apprezzati dai cittadini ma produce molte meno vetture rispetto agli omologhi europei che come la Volkswagen, vanno alla grande.La crisi del mercato automobilistico è una cosa nota, ma da più parti il management della Fiat ha spiegato che l’azienda non è in crisi e non è in pericolo.

Eppure non ispira fiducia visto che la valutazione espressa dall’agenzia di rating è calata.

Moody’s da cui ci si attendeva un giudizio sui titoli del debito, ha tagliato il rating del titoli Fiat portandoli dal Ba1 al Ba2.

Nella nota si spiega che ci può essere nelle prossime settimane anche un ulteriore declassamento.

Il problema è nella gestione finanziaria dell’azienda. Moody’s non riesce a dare una valutazione positiva della Fiat se si guarda al breve e medio periodo.

Il fatto è che Fiat e Chrysler sono sempre più dipendenti.

Hanno messo in comune piattaforme, moduli e tecnologie, ma mentre la parte industriale è sempre più intima tra le due società, non c’è una congiunzione a livello finanziario: Fiat ha dichiarato di non garantire il debito emesso dalla Chrysler, né ora né in un futuro prossimo.