I segnali di rallentamento del ciclo economico internazionale emersi ieri sia in Cina sia in Europa hanno pesato sull’andamento dei mercati azionari asiatici, che hanno chiuso oggi in forte ribasso, estendendo le perdite nella peggiore settimana da inizio anno. Il Nikkei, l’Hang Seng di Hong Kong e l’indice di Shanghai hanno perso tutte più dell’1%, mentre hanno chiuso poche variate le borse di Australia e Corea del Sud.

Dalla Cina solo notizie negative

Ad alimentare il clima negativo sui mercati sono state ancora una volta le notizie provenienti dalla Cina, questa volta dal fronte aziendale. La Agricultural Bank of China, la terza banca del paese per capitalizzazione, ha annunciato utili inferiori alle attese degli analisti ed ha avvertito che i crediti inesigibili potrebbero aumentare nell’anno in corso. Il titolo ha perso oltre il 4% ad Hong Kong. La banca ha rafforzato il trend negativo dei risultati aziendali: secondo l’agenzia di stampa Bloomberg, oltre la metà delle società asiatiche che hanno annunciato i propri utili da metà gennaio hanno deluso le aspettative.

A Tokyo e Seoul sono state le società esportatrici le più penalizzate dai segnali di rallentamento dell’economia. Sulla borsa giapponese ha pesato anche il rialzo dello Yen contro il Dollaro statunitense, che ha dimostrato come gli investitori internazionali continuino a considerare la valuta giapponese un’attività da comprare nei momenti di difficoltà dei mercati. Sony ha perso il 3,1% e Toyota il 2%.