Per uscire dalla crisi l’Italia deve crescere e per farlo deve cominciare a liberarsi del fardello del debito pubblico, il più alto d’Europa, dando vita ad un piano di privatizzazioni che dovrebbero portare circa 10 miliardi di euro nelle casse dello Stato, lo 0,7% del Pil italiano.
È quanto ha dichiarato ieri in conferenza stampa a Roma il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, il giorno dopo le osservazioni Ue sul debito sovrano italiano.

Il titolare dell’Economia, sottolineando quanto la crescita sia ancora “molto debole”, motivo per il quale le privatizzazioni assumerebbero connotati ben più ampi di quelli strettamente contabili legati all’abbattimento del debito pubblico italiano, ha anche confermato il target di crescita indicato nel Def, 0,7% del Pil annuo a partire già dal 2014, in modo da rispettare le raccomandazioni di Bruxelles e riacquisire piccoli margini di manovra sulle finanze dello Stato.

Si parte, come noto, subito con Enav e Poste Italiane, operazioni dalle quali il governo conta di incassare fino a 5,8 miliardi di euro, per poi proseguire verso fine anno con la vendita di partecipazioni in altre big nazionali come Fincantieri e Sace, le più ‘gettonate’, mentre per ora il Tesoro non sembrerebbe intenzionato a trattare la cessione di quote di Eni ed Enel (foto by InfoPhoto).