Il debito pubblico italiano ha superato quota 2.000 miliardi – per la precisione 2.023.  Un enorme massa di denaro su cui quanti interessi paghiamo? Secondo il bilancio 2013 della ragioneria dello Stato abbiamo pagato 89 miliardi nel 2012 che diventeranno 95 nel 2013 e 99,808 nel 2015.

Le proiezioni indicano che arriveremo sulla soglia dei cento miliardi. Un limite che abbiamo già raggiunto e superato in passato, tra la fase critica raggiunta nel 1992 con l’attacco alla lira e il record di 116 miliardi del 1996… Ovviamente la differenza tra il passato e il presente era rappresentato dal fatto che allora lo stock del debito era meno corposo ma si pagavano interessi maggiori – si arrivò a punte del 13%.

Ovviamente la soglia dei 100 miliardi è per ora puramente virtuale: in questo periodo c’è uno spread  intorno ai 300 punti base tra i BTp e i famigerati Bund tedeschi – grazie alle difese preparate da Mario Draghi. Un governo stabile potrebbe ridurre sensibilmente questo gap, ma non si può escludere un ritorno a valori di fine 2011 – quando lo spread tra Germania ed Italia arrivò a raggiungere i 700 punti

Ecco perché ci vorrebbe un governo di qualunque colore, che assicurasse un minimo di stabilità al paese… E che magari la finisse con le politiche di austerità

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