Non si sa mai, stanno pensando ai piani alti di Banca d’Italia, Consob, Ivass e Covip. E’ arrivato l’ultimo downgrade sul rating dei titoli di stato e manca solo un passo all’equiparazione dei nostri Btp ai junk bond, le obbligazioni spazzatura. E’ un problema? Se si guarda solo all’andamento del famigerato spread sembrerebbe di no. Ma c’è dell’altro…

Banche italiane e fondi comuni hanno a bilancio circa 400 miliardi di euro di titoli di stato. Molti di loro dovrebbero disfarsi di questi prodotti se il loro rating scendesse ancora di uno scalino e quindi non fossero più ‘investment grade’ – e ovviamente non potrebbero nemmeno comprarne. Il lavoro a cui i regolatori stanno pensando è quello di far cambiare i loro regolamenti, in modo da tenere conto solo marginalmente dei rating delle tre agenzie internazionali.

Sul tema i pareri sono discordi: c’è chi dice che questa modificazione dei termini contrattuali potrebbe aprire la possibilità di recesso anche agli aderenti ai fondi pensione… Un altro aspetto da valutare è legato alla Bce. Un nuovo downgrade potrebbe far scattare condizioni meno favorevoli per chi chiederà prestiti all’istituto centrale europeo e darà in garanzia titoli italiani. Un motivo che potrebbe far scattare le vendite di questi bond nelle banche italiane e straniere che hanno a bilancio questi titoli.

Insomma non si può che stare all’erta.

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