Tutto normale, nessuna preoccupazione. Sembra questo l’umore espresso dal ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan all’indomani dell’ennesima bastonata della Commissione europea sulla schiena dell’Italia, colpevole di avere fatto poco per ridurre seriamente il debito pubblico.

Nella mattinata del 6 marzo Padoan ha dichiarato a Radio Rai, al Gr1, che l’avvertimento europeo “E’ severo, ma è d’accordo con quello che pensiamo noi. Il monito della Commissione europea mette in evidenza problemi strutturali che conosciamo da tempo. Praticamente ci incita a far ripartire la crescita e quindi l’occupazione e in questo modo correggere gli squilibri. Questa è sicuramente l’intenzione del governo italiano“.

Una calma olimpica, tale da far escludere l’ipotesi di una manovra aggiuntiva a breve (leggi nuove tasse) per evitare le sanzioni che l’Ue è sempre molto lesta ad infliggere all’Italia.

Sempre a proposito di tasse, è il cuneo fiscale il centro dei pensieri attuali di Padoan (foto by InfoPhoto). Per tagliarlo in maniera consistente, l’obiettivo sarebbe di trovare altri 7,5 miliardi di euro da aggiungere ai 2,5 stanziati dal precedente Governo. Il ministro ritiene che dal taglio alle spese pubbliche (la spending review) possano arrivare 5 miliardi nel 2014, invece dei 3 previsti dai calcoli precedenti.