“Sento spesso Mario Draghi” e non ci sono divergenze di opinioni circa la necessità di riforme in Italia, e nell’Eurozona tutta.
“Le riforme richiedono tempo, e magari hanno costi immediati nel breve periodo anche in termini di bilancio, ma le riforme migliorano il bilancio pubblico nel lungo periodo, perché riducono le spese”. Nell’intervista del Corsera pubblicata mercoledì il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, dopo aver parlato di Spending review, affronta anche i continui interventi del presidente della Bce, Mario Draghi, circa il ritardo accumulato dal Belpaese nel rilancio dell’economia nazionale.
“Poi, e qui mi riferisco a Draghi, in un’area fortemente integrata come la zona euro – spiega Padoan -, se un Paese importante fa le riforme ci sono ricadute pure sui Paesi vicini. Di questi fatti bisognerebbe tener conto in modo esplicito, bisognerebbe avere una visione europea delle strategie di riforma, creando spazio per un maggior coordinamento delle politiche europee”.

“Il vincolo del 3% nel rapporto tra il deficit e il Pil sarà assolutamente rispettato – ribadisce poi il titolare del Tesoro -. Vedremo poi come i tempi di raggiungimento del pareggio strutturale di bilancio saranno modulati. Dobbiamo rivedere al ribasso le previsioni di crescita del Pil, e quando avremo dati più precisi capiremo quale sarà il cammino verso l’obiettivo. Sicuramente la nostra intenzione è quella di continuare nell’aggiustamento di bilancio”.

“Cassa depositi risolve il problema dei debiti arretrati della Pa”, ha chiarito ancora il ministro.
“Il problema dei debiti arretrati della Pa di fatto è risolto in anticipo con la Cassa depositi e prestiti. Restano i debiti in conto capitale, che necessitano di una copertura perché impattano sull’indebitamento netto dello Stato. Quest’anno sono 2-300 milioni, l’anno prossimo 2-3 miliardi. Ce ne occuperemo con la legge di Stabilità”.