Il rapporto deficit/Pil è rimasto fermo al 3% sia nel 2012 che nel 2013, ma il debito pubblico è cresciuto del 5%, violando la soglia del 132%.
È quanto evidenziano i dati Eurostat sul deficit e il debito italiano diffusi ieri sulla base dei conti comunicati per la prima volta quest’anno dal governo: il debito italiano, scrive l’ufficio statistico dell’Unione europea, tra il 2012 e il 2013 è cresciuto dal 127 al 132,6%, risultando il peggiore dell’Eurozona e dell’Ue dopo quello della Grecia, arrivato al 175,1% del Prodotto interno lordo.
Tanto nell’area euro quanto nell’Unione europea, lo scorso anno, sottolinea l’Eurostat, il debito ha toccato il record storico del 92,6% (dal 90,7% del 2012), il dato più elevato registrato dal 1995.
E lo stesso è accaduto per l’Ue-29, il cui debito è arrivato all’87,1%, il più elevato dal 2009, anno d’inizio della serie storica.
Il deficit di Eurozona e Ue, allo stesso tempo, è sceso dal 3,9% al 3,3%.

Lo scorso anno, rileva l’ufficio di statistica Ue, la Germania ha annullato il surplus del 2012, risultando, con soli 190 milioni di euro di avanzo, in pareggio di bilancio, ma con un debito pubblico in calo al 78,4% del Pil (2.147,02 miliardi).
Ancora alto, ma in calo rispetto al 2012, il deficit della Francia, al 4,3% dal 4,9% del 2012, mentre il debito dei transalpini è cresciuto al 93,4%.
L’Olanda, ancora, ha centrato il rientro nel tetto del deficit scendendo al 2,5%, dal 4,1% toccato nel 2012, mentre il deficit della Grecia è saltato dall’8,9% del 2012 al 12,7% dello scorso anno (foto by InfoPhoto).