Come sta l’Italia? Non c’è bisogno di avere doti di veggente per dire “male”. Ora però possiamo avere qualche cifra grazie alla pubblicazione delle principali stime del conto consolidato della Pubblica amministrazione elaborate dall’Istat per il 2013: il rapporto debito-Pil ha raggiunto il 132,6%, mentre il  rapporto deficit-Pil al 3%, con una pressione fiscale in lieve diminuzione al 43,8% ed un Pil di nuovo in picchiata dell’1,9%.

Insomma nuovo record per il debito pubblico italiano – anche se va meglio delle previsioni contenute nel Def, visto che in quella sede il rapporto debito-Pil previsto per l’anno che ci siamo lasciati alle spalle era pari al 133%. Ma c’è comunque poco da essere allegri visto che il rapporto alla fine del 2012 era pari al 127% del Pil, che sempre secondo il nostro istituto statistico è arrivato poco sotto il livello del 2000 – e già allora non si nuotava nell’oro…

Un Pil in picchiata che dipende in gran parte dal mercato interno. La crisi infatti ha gelato i consumi: la spesa per consumi delle famiglie ha visto un -2,6% nel 2013 dopo il -4% del 2012. I settori più colpiti sono stati l’abbigliamento (-5,2%) e la sanita (-5,7%). L’unica nota positiva – si fa per dire – arriva dal campo delle tasse: la pressione fiscale complessiva – ovvero l’ammontare delle imposte dirette, indirette, in conto capitale e dei contributi sociali in rapporto al Pil – è stata nell’anno passato pari al 43,8%, troppo, ma comunque minore di 0,2 punti percentuali rispetto al 2012.

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