Il decreto che prevede lo sblocco di 40 miliardi in due anni per i pagamenti dei debiti della Pubblica amministrazione nei confronti delle imprese sarà oggi al vaglio del Consiglio dei ministri. Non si escludono modifiche finali al testo già pronto da giorni e tra le ipotesi circolate in questi giorni si parla di reperire una parte delle risorse necessarie alla copertura attraverso un anticipo a quest’anno della maggiorazione dell’addizionale regionale Irpef prevista dal 2014: una soluzione, tuttavia, che non sarebbe ben accetta dai tecnici del ministero dell’Economia.

La bozza del testo resa nota prevede che i pagamenti dei debiti contratti dagli enti locali siano esclusi dai vincoli del patto di stabilità per un importo complessivo di 5 miliardi di euro e l’istituzione di un Fondo specifico per assicurare la liquidità necessaria a quegli enti che non possono dar vita ai pagamenti dei debiti per mancanza di risorse. Il fondo avrà una dotazione di 2 miliardi di euro sia per quest’anno, sia per il 2014.
L’anticipazione della liquidità necessaria a coprire i debiti della Pa avrà una durata massima di 30 anni e per i responsabili degli enti locali inadempienti sono previste sanzioni pecuniarie. Quest’ultima risoluzione è stata votata ieri all’unanimità da tutte le forze politiche e dovrebbe consentire al Governo oggi di licenziare il decreto senza particolari traumi parlamentari. Anche il M5S  ha sottoscritto la risoluzione dopo aver ottenuto l’impegno dell’esecutivo a dare priorità ai pagamenti alle imprese rispetto alle banche e alla possibilità di compensare anche i debiti previdenziali e assistenziali.