I media ne parlano poco, ma una delle misure più importanti del governo Renzi potrebbe rivelarsi il pagamento dei debiti arretrati delle Pubblica Amministrazione. Il decreto che vuole presentare l’esecutivo vorrebbe non solo tamponare la situazione ma anche cercare di evitare che situazioni simili si ripresentino in futuro.

Come? La norma più forte è che le pubbliche amministrazioni che registreranno ritardi nel pagamento dei debiti superiori a 60 giorni nel 2014 e 30 giorni dal 2015, non potranno procedere “ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo, con qualsivoglia tipologia contrattuale” – peccato però che ci sia un’eccezione un po’ troppo vasta: gli enti del Servizio Sanitario Nazionale, cioè la parte della Pa più in ritardo coi pagamenti  (foto by InfoPhoto).

Altra norma che appare positiva è la creazione di una piattaforma telematica per monitorarein modo continuo e sistematico” la situazione debitoria: entro il 15 di ciascun mese le pubbliche amministrazioni dovranno comunicare i  debiti non estinti. La mancata comunicazione comporterà la responsabilità dirigenziale e disciplinare per i manager pubblici coinvolti.

Un altro punto sensato è la possibilità per le regioni di ristrutturare il proprio debito allungandone la scadenza fino a trent’anni – questo dovrebbe comportare una riduzione delle uscite finanziarie per tali enti territoriali. E infine si prevede un aumento delle tipologie di crediti verso le Pa che possono essere compensati con le somme dovute per cartelle esattoriali – e ci sarà più tempo per farlo (fino al 31 dicembre 2013).

Vedremo quali saranno le modifiche tra bozza e testo definitivo…