Ad ottobre sono stati pagati alle imprese 32,5 miliardi di euro.
È la somma effettivamente versata ai creditori della Pubblica amministrazione lo scorso mese secondo quanto comunicato dal Ministero dell’economia e delle finanze.
Lo Stato centrale, si legge nella nota del Mef pubblicata venerdì 7 novembre, ha erogato finora 40,1 miliardi di euro alle amministrazioni pubbliche per sanare i loro debiti arretrati, di cui 32,5 “risultano già utilizzati per i pagamenti ai soggetti creditori”, e l’erogazione di altri cinque miliardi dovrebbe bastare a coprire il fabbisogno straordinario della Pa.
L’esecutivo, spiega il Tesoro, ritiene quindi di poter chiudere finalmente il problema dei debiti arretrati della Pa con le imprese private nel giro di poche settimane, sottolineando l’impegno profuso nello smaltimento del debito ‘patologico’ e nella riduzione dei tempi di pagamento medi delle fatture.

L’eliminazione del debito ‘patologico’. Con diversi provvedimenti normativi varati tra il 2013 e il 2014, si legge nel comunicato stampa del Mef, “il Governo italiano ha provveduto a mettere a disposizione degli enti debitori oltre 56 miliardi per smaltire il debito ‘patologico’, ovvero quella parte di debito commerciale rimasto insoluto ben oltre i termini di scadenza”.
“Si tratta di risorse – specifica il ministero – che vanno ad affiancare quelle ordinarie già disponibili nei bilanci degli enti debitori per far fronte al debito ‘fisiologico’ pur conteggiato nelle stime della Banca d’Italia”.
“Se il picco del debito raggiunto a fine 2012 ammonta a circa 45, infatti – continua il documento -, ci si aspetta che l’erogazione di ulteriori 5 miliardi, in aggiunta ai 40 miliardi già erogati, possa esaurire il fabbisogno straordinario delle amministrazioni pubbliche”.
L’accelerazione nelle procedure di pagamento dei debiti – dunque -, accanto agli strumenti complementari come l’assistenza della garanzia dello Stato nella cessione dei crediti dai fornitori agli intermediari finanziari, dovrebbe consentire di esaurire definitivamente il problema nelle prossime settimane”.

La riduzione dei tempi medi di pagamento a 30 giorni. Se l’erogazione dei 40,1 miliardi di euro dallo Stato centrale alle Pubbliche amministrazioni e il pagamento da parte di queste di 32,5 miliardi alle imprese private hanno “hanno già consentito di migliorare il funzionamento ordinario degli enti e ridurre considerevolmente i tempi medi di pagamento”, scrive ancora il Mef, la “vera sfida del Governo è la riduzione generalizzata dei tempi medi di pagamento a 30 giorni, conducendo i casi patologici a una dimensione marginale da risolvere caso per caso”.
Obiettivo per il quale “sono stati messi in campo diversi strumenti”, tra i più importanti, ricorda il Tesoro, “la fatturazione elettronica, obbligatoria nei confronti delle amministrazioni centrali dello Stato da giugno di quest’anno e obbligatoria per tutti gli altri enti da marzo 2015” e “l’introduzione della contabilità in forma economico-patrimoniale che, in via definitiva dal 2016, affiancherà la contabilità finanziaria degli enti territoriali a fini conoscitivi e di nuove regole di contabilizzazione che già dal primo gennaio 2015 consentiranno una chiara identificazione e registrazione contabile dei debiti e dei crediti esigibili”.