“La strumentazione attuativa per estinguere i debiti pregressi è pressoché completata” e “il governo ha le carte in regola” per saldare le proprie pendenze con le imprese.
È quanto ha affermato ieri il sottosegretario all’Economia, Giovanni Legnini, a chiusura del convegno sulla procedura d’infrazione Ue per i mancati pagamenti dei debiti da parte della Pubblica amministrazione italiana.
Ora, ha sottolineato Legnini, “i tempi li definisce l’Ue”.

“Si procede in modo spedito verso lo smobilizzo integrale del fardello dei debiti pregressi”, ha spiegato il sottosegretario all’Economia, perché il governo punta “a pagare tutto, ma non è sufficiente che l’esecutivo metta a disposizione le risorse, cosa che è avvenuta, non sono neppure sufficienti i decreti attuativi, e anche questo è avvenuto”. Ma, ha aggiunto Legnini rispondendo ai giornalisti, si lavora per “liquidare il massimo possibile” entro il 21 settembre.
L’auspicio, ha poi rimarcato, è che “i soggetti debitori siano altrettanto tempestivi”, ricordando che l’esecutivo con tre decreti ha messo a disposizione fino ad ora 56,8 miliardi di euro dei 60,5 stimati nel Def.

Legnini ha infine dichiarato che lo scorso venerdì il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha firmato il decreto attuativo che rende operativa la garanzia dello Stato per la cessione delle fatture alle banche e la possibilità, in ultima istanza, di utilizzare la Cassa depositi e prestiti.
Con il decreto, in corso di registrazione alla Corte dei conti, le imprese, grazie alla garanzia pubblica, potranno vendere i crediti vantati nei confronti della Pa alle banche che, a loro volta, potranno vendere i crediti alla Cdp entro un plafond che dovrà stabilire la stessa Cassa (foto by InfoPhoto).