Ennesimo pastrocchio made in Italy per quanto riguarda i pagamenti dei debiti della Pubblica amministrazione con le aziende private.
Il Belpaese è finito nel mirino dell’Unione europea per violazione della direttiva comunitaria sui pagamenti della Pa a seguito delle denunce delle varie associazioni.
La notizia si è appresa lunedì mattina dal vice-presidente della Commissione Ue, Antonio Tajani:  “abbiamo avviato le pratiche in seguito alle denunce delle associazioni. Violata la direttiva sui pagamenti della pubblica amministrazione”.

La Commissione ha avviato la procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia per violazione della direttiva comunitaria sui ritardi nei pagamenti da parte della Pubblica amministrazione alle imprese private.
A seguito delle denunce di violazione della direttiva da parte di diverse associazioni – ha specificato Tajani – ho deciso di avviare le pratiche per attivare le procedure contro l’Italia per una la violazione degli articoli 4 e 7 della direttiva sui ritardi dei pagamenti della pubblica amministrazione”.
L’esecutivo Letta avrà ora cinque settimane per rispondere alle osservazioni Ue e se la risposta non sarà esaustiva, ha chiarito il membro italiano della Commissione europea, si procederà con la messa in mora del Belpaese.
In tutte le situazioni denunciate da Ance, Confartigianato, Assobiomedica e altre associazioni di imprese e analizzate dagli advisor europei emerge una palese violazione della direttiva Ue sui ritardi nei pagamenti, che nel rapporto dell’Ance (Associazione nazionale costruttori edili) vanno ben oltre i 200 giorni, con picchi anche di mille.
Non ho un intento punitivo – ha chiarito poi Tajani – ho aspettato un anno e un mese ma la situazione anziché migliorare è addirittura peggiorata. In nessun altro Paese i rapporti degli advisor sono stati così negativi. Se l’Italia è in grado di dimostrare entro 5 settimane la non violazione della direttiva, non ho problemi a chiudere la procedura”.