Prende il via oggi a Davos la 43esima riunione annuale del “World Economic Forum”, con il discorso inaugurale affidato al presidente del consiglio italiano, Mario Monti. Il tema principale della manifestazione è recuperare il dinamismo economico. Molte le personalità in rappresentanza dei Governi, del mondo economico ed accademico che popolano fino a domenica 27 gennaio la cittadina elvetica. Tra i capi di stato presenti il primo ministro russo, Dmitry Medvedev, e quello britannico, David Cameron, e ancora il cancelliere tedesco Angela Merkel. All’appuntamento prendono parte, tra gli altri, anche il segretario delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, il direttore generale del Fondo monetario internazionale, Christine Lagarde, e il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi.

La fiducia dei CEO è in calo (Sondaggio PwC)

Il 36% dei CEO nel mondo si dice “molto fiducioso” sulla crescita della propria società nei prossimi 12 mesi. Un dato in flessione rispetto al 40% che l’anno scorso si dichiarava “molto fiducioso” sulla crescita di breve periodo, e al 48% del 2011. È quanto emerge dalla 16esima “Global CEO Survey” realizzata da PwC  e diffusa in occasione del World Economic Forum, che fotografa il livello di fiducia sullo sviluppo globale e del proprio business di 1.330 CEO provenienti da oltre 68 paesi, di cui oltre 40 italiani.

Considerando l’economia globale, il 28% dei CEO ritiene che calerà ulteriormente nel 2013 e solo il 18% prevede un miglioramento contro un 52% che prevede resterà invariata. Anche se le previsioni dei CEO rimangono negative, rappresentano comunque un miglioramento rispetto all’anno passato, quando il 48% dei CEO prevedeva un declino dell’economia nel 2012. 

E in Italia? I CEO delle aziende nostrane vedono un 2013 sostanzialmente allineato all’anno precedente e la fiducia sulle prospettive di crescita dei ricavi a 12 mesi (59%) e a 36 mesi (84%) è al minimo rispetto agli ultimi 4 anni. Secondo il sondaggio condotto da PwC i CEO nostrani sono preoccupati dalla difficoltà di accesso al credito per finanziare la crescita, dal costo dell’energia e delle materie prime e da un nuovo aumento del carico fiscale.