È stata una seduta positiva quella odierna per i principali indici azionari orientali che hanno beneficiato dell’andamento migliore delle attese dell’inflazione cinese e del mercato del lavoro australiano. La decisione della Banca Centrale Giapponese di non rendere la propria politica monetaria più espansiva non ha avuto un impatto sui mercati. Il Nikkei e l’Hang Seng di Hong Kong hanno chiuso in rialzo dello 0,9%, la borsa di Shanghai dello 0,2% e lo S&P/Asx200 australiano ha chiuso invariato.

Possibile un intervento espansivo in Cina

La discesa dell’inflazione cinese per il quarto mese consecutivo è stata la principale ragione dietro il rialzo delle borse di oggi sui mercati orientali. I prezzi al consumo hanno registrato in luglio un incremento dell’1,7%, leggermente superiore all’1,8% atteso dagli analisti, ma comunque in discesa rispetto al 2,2% di giugno. Secondo gli esperti, il trend favorevole dell’inflazione potrebbe permettere alle autorità monetarie cinesi di intervenire in senso espansivo nei prossimi mesi per sostenere la crescita economica. L’opzione più probabile sembra essere quella di una riduzione delle riserve che le banche commerciali devono detenere presso la banca centrale.

In Australia il numero degli occupati è salito di 14 mila unità contro la stima di consensus a 10 mila. Rio Tinto, la terza società mineraria a livello  mondiale, è avanzata del 3,8% grazie all’andamento migliore delle attese degli utili e l’annuncio che la vendita delle attività nel settore dei diamanti è a buon punto.