Di recente s’era parlato della Danimarca perchè aveva reintrodotto i controlli alle frontiere generando un certo disappunto da parte dei ministri dell’Interno dell’Unione.

Tutti auspicano ad un controllo più forte nello spazio di Schengen ma con una serie di regole stabilite in modo condiviso.Adesso la Danimarca torna a far parlare di sé in virtù di una decisione del governo guidato da Lars Loekke Rasmussen, nelle fila dei liberal-conservatori.

Quel che il premier ha fatto è stato tagliare le stime di crescita del paese, dell’unico stato scandinavo che sta affrontando un periodo di recessione.

Dopo aver tagliato le stime di crescita, Rasmussen ha presentato un pacchetto di stimoli all’economia. Nel paese saranno impiegati circa 10,8 miliardi di corone entro il 2013.

Il che vuol dire che saranno spesi entro quella data circa 2,1 miliardi di dollari. Entro quest’anno ci saranno interventi per 3,7 miliardi di corone.

L’obiettivo è quello di stimolare la crescita economica senza generare debito pubblico.

I settori privilegiati per l’intervento economico del governo saranno l’immobiliare e il settore dei consumi.

A luglio infatti i prezzi degli immobili si sono abbassati e se si riescono ad eliminare una serie di tasse governative, si può prevedere un rapido recupero. Chiaramente la sospensione delle tasse immobiliari non deve gravare sul portafoglio pubblico.

Si attendono il dettagli della manovra economica.