Ecco la lista incredibilmente lunga di acronimi tributari che hanno devastato la vita di tanti italiani nel corso dell’anno che sta per finire e che – purtroppo – ci troveremo anche nel 2014
Imu: per mesi è stato il tormentone della vita politica italiana, anche se il suo peso, se confrontato all’Irpef, è poca cosa. Nell’ultimo mese è arrivata la doccia fredda del conguaglio per i proprietari di prima casa nei comuni che hanno deliberato un aumento dell’aliquota nell’anno in corso. Eppure ci avevano detto che avrebbero abolito la tassa sulle abitazioni principali… Nell’anno che verrà continuerà ad essere pagata sulle abitazioni diverse dalla prima (oltre che sulle abitazioni principali di lusso).
Iuc: è l’acronimo di Imposta Unica Comunale. È la nuova imposta sugli immobili che ingloberà Imu e tassa sui rifiuti. È composta da tre voci distinte: la Tasi (tassa sui servizi indivisili), la Tari (tassa sui rifiuti) più la vecchia Imu.
Iva: Ad ottobre abbiamo assistito al secondo aumento dell’aliquota ordinaria – dopo quella decisa dal governo Monti nel salva Italia alla fine del 2011. L’aliquota è passata dal 21 al 22%. Alla fine non ha avuto impatto sull’inflazione.
Service tax: è stato il nome più usato con cui è stata indicata la tassa che avrebbe dovuto sostituire l’Imu – alla fine sarà scelto l’acronimo Iuc.
Tares: è nata nel 2012, ma in diversi comuni non ha visto la luce nemmeno nell’anno in corso. Dal prossimo anno verrà sostituita dalla Tari. Per molti ha rappresentato un vero e proprio salasso. Ha sostituto la Tia e la Tarsu
Tari: sarà la tassa che coprirà le spese per la raccolta e la gestione dei rifiuti. Sull’acronimo non ci sono mai state grandi discussioni. In molti comuni le sue modalità di calcolo non sono state ancora decise.
Taser: uno degli acronomi più disgraziati con cui è stata chiamata la tassa che avrebbe dovuto sostituire Tares e Imu. É stata accantonata quando sulla rete qualcuno ha noto che il nome ricordava quello di una pistola elettrica.
Tasi: è la parte della Iuc che dovrà coprire i servizi indivisibili, ossia la manutenzione delle strade o l’illuminazione pubblica. Per i proprietari di prima casa, sostituirà di fatto l’Imu.
Trise: uno dei tanti acronimi con cui era stata definita la nuova imposta sulla casa. Anche questo accantonato.
Tuc: Altro acronimo imbarazzante per la nuova tassa sugli immobili. Giusto il tempo di accorgersi che richiamava il nome di un snack salato molto conosciuto.
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