Ieri scadeva il termine per il pagamento della maggiorazione Tares, l’ennesimo balzello con il quale lo Stato conta di incassare un miliardo di euro – la mossa l’aveva prevista il governo Monti con il decreto salva Italia. Con questo pagamento va in pensione questa tassa sui rifiuti per essere sostituita dalla Tari, una delle componenti – quella rifiuti – della Iuc, la nuova imposta unica introdotta dall’ultima legge di stabilità.

Secondo la Confcommercio si passerà dalla padella alla brace, e questo commento varrà in particolare per le imprese del settore dei servizi e del terziario. Dall’analisi delle maggiorazioni su 6 grandi regioni – esattamente Lombardia, Piemonte, Toscana, Lazio, Puglia, Sicilia – emerge un incremento medio dei costi del 302%.

Per alcuni andrà addirittura peggio. Per pescherie, fiori e piante saremmo al +627%, per le discoteche ad un +568%, e per ristoranti e pizzerie la tassa rifiuti aumenterà del 548%. Questa tosatura dipende da incrementi ingiustificati – derivati principalmente dall’adozione di criteri presuntivi e potenziali e non dalla reale quantità di rifiuti prodotta…

E’ solo l’ultima penalizzazione affibbiata al nostro povero sistema imprenditoriale…

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