Abbiamo scritto per un’estate di Service Tax, ma il nome della nuova tassa che avrebbe dovuto sostituire Imu e Tares è andato in pensione prima ancora della nascita di questa nuovo forma d’imposizione. La nemota si chiamerà Trise, ovvero Tassa rifiuti e servizi. Secondo la legge di stabilità avrà due componenti: una, la Tari, che dovrà coprire i costi per la gestione dei rifiuti, e la Tasi, che coprirà invece i servizi indivisibili.

Come vi ho scritto ieri Tari e Tasi si potranno pagare in 4 rate – probabilmente gennaio, aprile, settembre e dicembre (nella legge di syabilità però non sono indicati i termini di pagamento). La Tari dovrò coprire tutti i costi dello smaltimento rifiuti. E quindi in diversi comuni si pagherà di più, anche se la nuova tassa dovrebbe pesare meno della somma dei due prelievi che ha sostituito, visto che 2 miliardi sono stati coperti dal Governo.

In base al principio “chi inquina paga” stabilito a livello europeo, si potrà far pagare di più ad attività che producono molti rifiuti, e si potrà fare sconti a single o a chi utilizza una propria abitazione per periodi brevi. La Tasi sui servizi indivisibili, sostituirà invece l’Imu e sarà dovuta in una quota tra il 10 ed il 30% anche dall’inquilino. Dovrebbe essere pari all’1 per mille della rendita catastale rivalutata come avveniva già per l’Imu, oppure di un euro a metro quadro. In ogni caso l’aliquota non potrà superare la soglia del 7 per mille per l’imposta sulla prima casa, e del 11,6 per mille sulle seconde. La Uil ha già fatto una simulazione per cui ha stimato – per un appartamento di 80 metri quadri classificato come A2 – una tassa di 198 euro a Roma, di 250 a Milano, 217 a Torino, 269 a Bologna – e solo 88 euro a Palermo.Per la provincia si supera in media di poco i 100 euro, con valori di 112 euro ad Asti e 109 a Savona.

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